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La X edizione della Biennale Internazionale Città di Carrara presenta caratteristiche assolutamente originali e innovative rispetto alle edizioni precedenti. Il fatto stesso che si svolga nel 2000, all'inizio del nuovo secolo, la connota fortemente quale elemento di sintesi del passato e, insieme, apertura verso il futuro. Il curatore, Antonio Paolucci, affiancato da Carlo Bordoni ed Anna Vittoria Laghi, ha pensato a quest'edizione come a un grande evento storico retrospettivo, che ripercorra puntualmente la presenza della grande scultura mondiale a Carrara e nel territorio, lungo tutto l'arco del secolo ventesimo. Ma un evento così importante, destinato a segnare in maniera indelebile la cifra della storia della scultura, non poteva limitarsi a uno sguardo à rèbour, seppur vasto, seppur esaustivo (circa 130 opere, tra modelli, gessi, marmi e bronzi), ma doveva necessariamente affrontare il nuovo. Il futuro della scultura, il suo divenire nell'immediato, soffermandosi sulle ricerche in corso da parte dei massimi esponenti internazionali che con il nostro territorio sono entrati in contatto in questi ultimi anni e che nel nostro territorio hanno trovato materiale e ispirazione per le loro creazioni.
Da Botero a Mitoraj, da Folon alla Pepper, da Yasuda a Karavan la Biennale rappresenterà lo stato dello work in progressìdella scultura contemporanea, spesso con opere nuovissime, se non appositamente create per l'occasione. Come nel caso di Anne e Patrick Poirier, che hanno progettato per Carrara una Stanza bianca del silenzio in marmo bianco. Per accogliere questa sezione contemporanea, di grande effetto spettacolare, è stata scelta una sede d'eccezione: il parco della Padula. Oasi di verde, si presterà magnificamente ad accogliere questa sezione, immersa nella natura, dove i visitatori potranno passeggiare nei viali rinnovati del giardino all'italiana, voluto dalla famiglia Fabbricotti, e godere in anteprima di quello che potrà essere, con molta probabilità, la futura sede del museo d'arte contemporanea di Carrara e, insieme, dei laboratori di scultura dell'Accademia. La Padula come punto d'arrivo di un percorso che parte dall'Accademia di Belle Arti, attraverso l'ex Banca d'Italia (sede di un doveroso omaggio a Pier Carlo Santini e al design del marmo), piazza Mazzini, via LorisìGiorgi, piazza Alberica, il Duomo e piazza delle Erbe, che accoglierà uno straordinario marmo di Joan Mirò degli anni Sessanta. E poi l'Ospedale di San Giacomo, sulla via Carriona, che riporta l'attenzione sui vecchi quartieri, su Grazzano, lungo l'asse che si ricongiunge alla Padula. Al San Giacomo, recentemente inaugurato, dopo un sapiente maquillage e un radicale restauro dovuto a Dino Geloni e all'èquipe dell'Ater carrarese, sarà ospitata la Scuola di Carrara. Omaggio agli insegnanti che prestano la loro opera in Accademia e che hanno influenzato, in questi ultimi anni, la ricerca dei più giovani e degli studenti che convengono a Carrara per imparare a scolpire o a perfezionarsi.
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